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Il sabba


Il sabba, nelle credenze medievali relative alla stregoneria, è una riunione notturna di streghe e stregoni, presieduta dal diavolo, in onore del quale venivano celebrati riti magici ed orgiastici.

Alcune leggende affermano che esso si svolgeva ogni sabato notte; da qui il nome, che deriva dal latino “sabbat(um)” passato attraverso il francese antico “sabbat”. Tuttavia secondo altre leggende si teneva periodicamente una volta l’anno, nella notte di Santa Valpurga, tra il 30 aprile ed il 1º maggio; altre leggende ancora collocano, accanto a questa data, quella del 31 ottobre e di quattro festività pagane assorbite nel cristianesimo.

I luoghi prescelti per questo convegno sono remoti e solitari, come in Germania, sullo Blocksberg, nello Harz; solitamente in essi vi si trova un grande albero di noce, punto di ritrovo per i partecipanti, intorno al quale si svolgono le danze ed i riti (legato a queste credenze, in Italia, vi è il famoso noce di Benevento).

Gli invitati di questo convito, provenienti da tutte le regioni, si riuniscono agli incroci delle strade, “i crocicchi delle strie”, dove la gente comune, per tenere lontano l’influsso maligno, pone molto spesso croci e nicchie con effigi di santi.

Successivamente si recano ai vari ritrovi cavalcando su delle scope, anche se a volte le streghe sono raffigurate spesso a cavallo di Satana in persona, sotto forma di caprone alato, che è invisibile – a detta degli Inquisitori – agli occhi di tutti gli altri.

In queste riunioni gli schiavi di Satana gli giurano fedeltà, riferiscono sulle loro attività malefiche e ricevono istruzioni. Poi banchettano, bevendo orrende pozioni preparate in enormi calderoni a base di grasso umano, erbe e sostanze stupefacenti, il cui miscuglio viene anche spalmato su varie zone del corpo; praticano danze sfrenate e orge, alle quali partecipa anche lo stesso Satana; inneggiano canti osceni e blasfemi e si abbandonano a licenziosità di ogni genere, come rapporti sessuali con animali.

Per tenere lontana la presenza di Dio, lanciano orribili bestemmie e non mancano di infierire pesantemente sulle Sue rappresentazioni, sputando su crocifissi, deturpando icone sacre, profanando le ostie e stravolgendo la Messa cristiana in tutti i modi possibili. Alcune fonti riportano, inoltre, descrizioni di atti di vampirismo sui bambini, violazione di tombe e divoramento di cadaveri durante i riti sabbatici.

In cambio della loro anima, il Demonio esaudisce tutti i vari desideri personali dei suoi seguaci oltre a concedere loro una lunghissima giovinezza, la facoltà di preparare pozioni e intrugli magici e di lanciare maledizioni e incantesimi a proprio piacimento.

Le leggende riferiscono soprattutto di donne che prendevano parte a questi riti, ma non è da escludere anche la presenza maschile; tuttavia migliaia di donne, durante l’operato della “Santa Inquisizione” affermano di avervi preso parte, quando stavano invece dormendo nei loro letti. Le confessioni venivano estorte con la tortura. Alcune donne confondevano le proprie fantasie e paure con la realtà, altre volevano vendicarsi di qualcuno. Spesso un'imputata era costretta a denunciare altre partecipanti al sabba.

Il folklore di diversi paesi europei, specialmente quello dei paesi germanici, ha tramandato speciali pratiche cui si faceva ricorso per scongiurare, nella notte del sabba, stregonerie e fatture a danno degli uomini e animali domestici; anche i grandi falò, che venivano accesi soprattutto nella notte di Santa Valpurga, miravano a scongiurare malie (oltre che a celebrare l’avvento della stagione primaverile).

Le origini della credenza del sabba affondano in tempi lontanissimi, ben più addietro della diffusione del cristianesimo. Il rituale sabbatico è probabilmente da collegarsi a riti pagani propiziatori della fertilità campestre.
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