Il 1975 è l'anno di "Physical Graffiti" dei Led Zeppelin e di "Wish You Were Here" dei Pink Floyd.
Ma per il sottoscritto, è soprattutto l'anno di "Sabotage" dei Black Sabbath, sesto capolavoro epocale per la band di Iommi!
Il disco è stato sempre al centro di forti polemiche fra i fans della band: c'è chi lo denigra (al pari dei precedenti "Vol.4" e "Sabbath bloody..")perchè magari è rimasto legato al sound degli esordi, e quindi non ha mai apprezzato la svolta strumentale intrapresa già con Vol.4;
Mentre ci sono altri (compreso il sottoscritto) che ritengono il disco in questione un capolavoro di pura cattiveria lirica e sonora: in effetti Sabotage, rispetto al precedente Sabbath Bloody Sabbath, ha un suono molto più heavy, grazie anche ad una buonissima produzione che valorizza anche la voce di Ozzy, la quale sembra avere anche più energia rispetto ai precedenti lavori.
Sabotage è il disco più costoso per la band, soprattutto perchè Iommi svolge un lavoro meticoloso in fase di registrazione,avvalendosi, fra l'altro, di nuove tecniche e sperimentando nuovi suoni.
Il disco contiene alcuni brani che si riallacciano alle produzioni precedenti insieme ad altri decisamente innovativi.
Apre il disco la tellurica
Hole In The Sky, trainata da un riff ultra-heavy di Iommi (del brano hanno fatto una cover i Machine Head).
Segue la strumentale
Don't Start(Too Late), in cui lo stesso Tony ci delizia con l'ennesimo strumentale che fa da intro al pezzo successivo, la famosa
Symptom Of The Universe, in cui è solo da inchinarsi davanti al magistrale riff del maestro Iommi (un riff che è antesignano del thrash Metal che verrà qualche anno più tardi).
Molto bello il contrasto fra la prima parte del brano,puro suono heavy,è la seconda, strumentale e acustica che richiama sonorità vicine al jazz.
E arriviamo al capolavoro del disco, il brano che meglio di tutti da il senso di questo meraviglioso album che è Sabotage.
Sto parlando della sublime
Megalomania!
l'intro, assai evocativo, sembra quasi condurci in un luogo minaccioso e sinistro, Ozzy ci tiene per mano e ci guida, mostrandoci le oscure visioni dell'universo Sabbathiano.
Megalomania si segnala anche, e soprattutto, per il bel riffone centrale di Iommi che "apre" una grandiosa cavalcata sonora fino al delirante finale!
Che altro dire?
Un capolavoro!
Il disco prosegue con il massiccio heavy rock di
Thrill Of It All, contraddistinto da un inizio blues che sfocia in un assolo, doppiato da una parte acustica, del grande Tony. E' un brano molto variegato (in alcune parti ricorda Looking For Today e ingiustamente sottovalutato (io personalmente lo avrei anche proposto dal vivo nella Reunion, ma si sa: Ozzy non ama molto i pezzi per cosi dire "sperimentali")
Un altro riff cadenzato sorregge la corale
Supertzar, brano che potrebbe tranquillamente trovare posto in una colonna sonora di qualche film epico.
E arriviamo ad
Am I Going Insane, brano molto gradevole e melodico, anche se un po distante stilisticamente dal resto del disco.
Chiude il disco la malinconica
The Writ: brano compositivamente complesso in cui vi è una seconda parte tutta incentrata sul contrasto elettrico-acustico
Personalmente non ho mai creduto che i Sabbath fossero Metal, ma se nella loro produzione c'è un disco che si possa accostare a queste genere, quello è proprio lo "sperimentale" Sabotage, disco che ha pochissimi punti deboli e delle perle di rara bellezza che credo nessuna band sarebbe stata in grado di realizzare.