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Sigfrido
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« il: Dicembre 27, 2007, 17:14:35 » |
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The Eternal Idol segna la rinascita dei Black Sabbath dopo una parentesi "solista", sebbene a nome Black Sabbath, di Tony Iommi con "Seventh Star". L'album vede l'ingresso come singer dello sconosciuto Tony Martin,mentre alla sezione ritmica troviamo il bassista David Spitz,il percussionista Bev Bevan (che aveva suonato in alcune date del "Born Again tour"),Eric Singer alla batteria e l'ormai fisso geoff Nicholls alle tastiere. The Eternal Idol riprende l'heavy epico dell'era Dio, riletto in chiave più melodica, e ci regala alcuni brani veramente pregevoli. Un ispiratissimo riff seguito ad un arpeggio apre The Shining, pezzo forte del disco, un mid tempo con bella melodia di Martin e pregevole linea di basso,stupenda la parte centrale del brano nella quale Iommi accompagna la voce di Martin su un bel tappeto tastieristico. Del brano è stato realizzato anche un video molto "dark". A seguire Ancient Warrior, brano il cui punto di forza sta soprattutto nell'azzeccato chorus epico del ritornello. Un granitico riff del grande Tony ci guida in Hard Life To Love,brano sostenuto da un solido drumming. Ottima la prova di Martin! Seguono due ottime song, Glory Ride e Born To Lose,la prima è un mid tempo con bella melodia di Martin mentre la seconda è un grintoso rock'n roll. Un misterioso intro di tastiere apre l'oscura Nightmare,il vero pezzo forte del disco: dopo una prima parte dall'andamento cadenzato il brano presenta un break con accelerazione ritmica. Scarlet Pimpernel è probabilmente il miglior brano acustico che i Sabbath abbiano mai realizzato(un piccolo gioiello!). Dopo la veloce Lost Forever il disco vien chiuso dall'oscura title track, forse il brano più cupo dell'album, che a me personalmente mi evoca alcune atmosfere dei grandi capolavori degli anni 70'. In conclusione questo The Eternal Idol è un ottimo disco,degno prodotto della discografia Sabbathiana che, nel giro di qualche anno, sfornerà altri due capolavori assoluti ("Headless Cross" e "Tyr"). Due parole per la copertina dell'album,dove per la prima volta troviamo un'opera ("l'idolo eterno") di un artista contemporaneo: Auguste Rodin (1840-1917).
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« Ultima modifica: Marzo 20, 2010, 02:00:16 da Sigfrido »
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Loggato
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"l'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene"
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The Wizard
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« Risposta #1 il: Dicembre 27, 2007, 19:11:43 » |
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Grande recensione Sigfrido, soprattutto perchè la pensi come me su tutto. Iniziamo dicendo che sono particolarmente affezionato a "The Eternal Idol" perchè mi rievoca dei bei ricordi sulla mia vita passata. Poi, come dice Sig, "The Eternal Idol" rappresenta la naturale rinascita dei Black Sabbath, che da qui in avanti avranno un cantante fisso (con una parentesi di Dio nel 1992) e da dove inizieranno grandi capolavori (piuttosto messi da parte dalla critica musicale, ma non dai fans, lo ripeterò sempre....eheheh). Grandi pezzi e grandi melodie. E comunque grande Sigfrido per il significato della copertina, non sapevo fosse proprio una scultura di un artista..... "Scarlet Pimpernel"è probabilmente il miglior brano acustico che i Sabbath abbiano mai realizzato(un piccolo gioiello!).
Quoto in pieno questa frase!!!!!!! 
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Loggato
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And you don't care if you don't see again the light of day
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Daniele85
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« Risposta #2 il: Aprile 04, 2008, 17:58:20 » |
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Eternal Idol... Recensione perfetta di Sig! Un album epico, oscuro e metallico  La miglior prestazione di Tony Martin dietro al microfono, assolutamente!!! Canta con un'enfasi e un pathos unico...  I riff della chitarra di Iommi sono distorti come non mai e gli assoli sono fantastici perchè Tony cambia ancora una volta, disco dopo disco, il suo modo di "svisare", di improvvisare... Scarlet Pimpernel è veramente da pelle d'oca, è un brano ritrovato in un luogo antico che non esiste più e si pensa che chi l'abbia scritto sia stato posseduto dal demonio in persona... Uno dei miei dischi preferiti del Sabba Nero  P.s. Da segnalare la copertina, bellissima e la foto all'interno del booklet con Iommi all'interno di una Porsche nera...
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« Ultima modifica: Aprile 04, 2008, 18:03:30 da Daniele85 »
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Loggato
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The Wizard
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« Risposta #3 il: Aprile 04, 2008, 18:13:40 » |
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Scarlet Pimpernel è veramente da pelle d'oca, è un brano ritrovato in un luogo antico che non esiste più e si pensa che chi l'abbia scritto sia stato posseduto dal demonio in persona...
Oh madonna, ma ti sei fatto qualche bicchierino prima di scrivere questa frase? ehehehe  P.s. Da segnalare la copertina, bellissima e la foto all'interno del booklet con Iommi all'interno di una Porsche nera...
La foto di Tony dentro la Porsche nera è troppo tamarra... 
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Loggato
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And you don't care if you don't see again the light of day
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Daniele85
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« Risposta #4 il: Aprile 04, 2008, 19:44:36 » |
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Talmente tamarra che ci farei un poster 
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Loggato
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Sigfrido
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« Risposta #5 il: Dicembre 29, 2008, 18:40:42 » |
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Loggato
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"l'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene"
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The Wizard
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« Risposta #6 il: Dicembre 29, 2008, 21:27:35 » |
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Loggato
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And you don't care if you don't see again the light of day
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Nesci
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« Risposta #7 il: Dicembre 30, 2008, 00:01:54 » |
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A me questo piace anche più di Headless Cross...
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Loggato
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Quando il potere dell'amore supererà l'amore per il potere avremo la pace
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Daniele85
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« Risposta #8 il: Dicembre 30, 2008, 09:15:35 » |
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A me questo piace anche più di Headless Cross...
Già, anche a me 
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Loggato
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masterofsabbath
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« Risposta #9 il: Aprile 10, 2009, 14:23:26 » |
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il migliore dell'era post-ozzy e forse anche il più vario! non si riesce a smettere di ascoltare!peccato sia così snobbato..  voce stupenda,riffs trascinanti..assoli bellissimi,e anche il basso e la batteria(di solito non ci faccio molto caso ma qua mi piace proprio!) fanno il loro!
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Loggato
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RockRoll_Doctor
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« Risposta #10 il: Marzo 19, 2010, 20:30:54 » |
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Devo dire che ho sempre sparato a zero su questo album, dalla prima volta che lo ascoltai - distrattamente, sparato nelle orecchie dopo ore di "Hand of Doom", "Wicked World live", "Warning" e compagnia bella. Mai piaciuto. Da quel momento - minimo un anno fa - The Eternal Idol è stato comodamente al caldo nel mio scaffale, senza mai essere più toccato, con la consueta presenza della produzione Martiniana (tranne Headless Cross per "when death calls"). Casualmente l'altro ieri ero totalmente esente da impegni sportivi e scolastici e mi sono imposto di ascoltarmelo. Inserisco il disco nello stereo, parte la prima traccia. Un flop! Riporto la prima esclamazione, anche se volgare: "Che merd.a di inizio è?". Poi il basso inizia a suonare; il riff esplode! Una rivelazione! Salto dalla sedia, Martin inizia a cantare, poi come un fuoco d'artificio ci manda in tachicardia con "RISE UP to the shining". Segue la epica "Ancient Warrior", un riff sabbathiano puro sostiene "Hard Life to Love", la "Heavenandhelliana" "Glory Ride", molto influenzata dal cantato di Dio in alcuni punti, poi la decisa "Born to Lose" - un po' insopportabile nel " [..] it won't be too long", poi lo scenico inizio di "Nightmare" porta veramente in un altro pianeta e prosegue con un sincopato riff, procede con una chicca del disco, la strumentale "Scarlet Pimpernel", continua con la discreta "Lost Forever" per sfociare nella stupenda title-track "The Eternal Idol", un cupo crescendo, che - anche a me come al nostro Sigfrido - evoca i primi lavori. Un capolavoro di album. Un'unica pecca: svanita l'atmosfera dei quattro ragazzi dei sobborghi di Birmingham, la calda voce di Ozzy, le non-rimbalzate "pestate" di Bill, le cupe note di Geezer; ma così è andata la storia, e sono contento, perchè altrimenti non avrei mai avuto la possibilità di ascoltare un eccellente album come questo. Quindi faccio il Mea Culpa per i miei "insulti" a questo pregevole lavoro, dettati principalmente dall'arroganza di averlo ascoltato superficialmente. Si sperano rivelazioni future anche per Headless Cross, TYR e Cross Purposes (non per Forbidden  ), i quali mi sono imposto di RI-ascoltare e RI-valutare. Pace!
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Loggato
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Denis089
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« Risposta #11 il: Marzo 19, 2010, 20:36:51 » |
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Devo dire che ho sempre sparato a zero su questo album, dalla prima volta che lo ascoltai - distrattamente, sparato nelle orecchie dopo ore di "Hand of Doom", "Wicked World live", "Warning" e compagnia bella. Mai piaciuto. Da quel momento - minimo un anno fa - The Eternal Idol è stato comodamente al caldo nel mio scaffale, senza mai essere più toccato, con la consueta presenza della produzione Martiniana (tranne Headless Cross per "when death calls"). Casualmente l'altro ieri ero totalmente esente da impegni sportivi e scolastici e mi sono imposto di ascoltarmelo. Inserisco il disco nello stereo, parte la prima traccia. Un flop! Riporto la prima esclamazione, anche se volgare: "Che merd.a di inizio è?". Poi il basso inizia a suonare; il riff esplode! Una rivelazione! Salto dalla sedia, Martin inizia a cantare, poi come un fuoco d'artificio ci manda in tachicardia con "RISE UP to the shining". Segue la epica "Ancient Warrior", un riff sabbathiano puro sostiene "Hard Life to Love", la "Heavenandhelliana" "Glory Ride", molto influenzata dal cantato di Dio in alcuni punti, poi la decisa "Born to Lose" - un po' insopportabile nel " [..] it won't be too long", poi lo scenico inizio di "Nightmare" porta veramente in un altro pianeta e prosegue con un sincopato riff, procede con una chicca del disco, la strumentale "Scarlet Pimpernel", continua con la discreta "Lost Forever" per sfociare nella stupenda title-track "The Eternal Idol", un cupo crescendo, che - anche a me come al nostro Sigfrido - evoca i primi lavori. Un capolavoro di album. Un'unica pecca: svanita l'atmosfera dei quattro ragazzi dei sobborghi di Birmingham, la calda voce di Ozzy, le non-rimbalzate "pestate" di Bill, le cupe note di Geezer; ma così è andata la storia, e sono contento, perchè altrimenti non avrei mai avuto la possibilità di ascoltare un eccellente album come questo. Quindi faccio il Mea Culpa per i miei "insulti" a questo pregevole lavoro, dettati principalmente dall'arroganza di averlo ascoltato superficialmente. Si sperano rivelazioni future anche per Headless Cross, TYR e Cross Purposes (non per Forbidden  ), i quali mi sono imposto di RI-ascoltare e RI-valutare. Pace! OH!COMINCIAMO A RAGIONARE! Mi sembrava strano che un disco del genere non potesse piacerti! E' vero,qua non ci sono più Ozzy,Geezer,e Ward..e con questo? Se un disco è bello,è bello..PUNTO! 
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Loggato
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Sigfrido
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« Risposta #12 il: Marzo 19, 2010, 21:41:54 » |
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Devo dire che ho sempre sparato a zero su questo album, dalla prima volta che lo ascoltai - distrattamente, sparato nelle orecchie dopo ore di "Hand of Doom", "Wicked World live", "Warning" e compagnia bella. Mai piaciuto. Da quel momento - minimo un anno fa - The Eternal Idol è stato comodamente al caldo nel mio scaffale, senza mai essere più toccato, con la consueta presenza della produzione Martiniana (tranne Headless Cross per "when death calls"). Casualmente l'altro ieri ero totalmente esente da impegni sportivi e scolastici e mi sono imposto di ascoltarmelo. Inserisco il disco nello stereo, parte la prima traccia. Un flop! Riporto la prima esclamazione, anche se volgare: "Che merd.a di inizio è?". Poi il basso inizia a suonare; il riff esplode! Una rivelazione! Salto dalla sedia, Martin inizia a cantare, poi come un fuoco d'artificio ci manda in tachicardia con "RISE UP to the shining". Segue la epica "Ancient Warrior", un riff sabbathiano puro sostiene "Hard Life to Love", la "Heavenandhelliana" "Glory Ride", molto influenzata dal cantato di Dio in alcuni punti, poi la decisa "Born to Lose" - un po' insopportabile nel " [..] it won't be too long", poi lo scenico inizio di "Nightmare" porta veramente in un altro pianeta e prosegue con un sincopato riff, procede con una chicca del disco, la strumentale "Scarlet Pimpernel", continua con la discreta "Lost Forever" per sfociare nella stupenda title-track "The Eternal Idol", un cupo crescendo, che - anche a me come al nostro Sigfrido - evoca i primi lavori. Un capolavoro di album. Un'unica pecca: svanita l'atmosfera dei quattro ragazzi dei sobborghi di Birmingham, la calda voce di Ozzy, le non-rimbalzate "pestate" di Bill, le cupe note di Geezer; ma così è andata la storia, e sono contento, perchè altrimenti non avrei mai avuto la possibilità di ascoltare un eccellente album come questo. Quindi faccio il Mea Culpa per i miei "insulti" a questo pregevole lavoro, dettati principalmente dall'arroganza di averlo ascoltato superficialmente. Si sperano rivelazioni future anche per Headless Cross, TYR e Cross Purposes (non per Forbidden  ), i quali mi sono imposto di RI-ascoltare e RI-valutare. Pace! Sono contento che ti stia ricredendo!  Comunque, l'inzio di "The Shining" è meraviglioso! 
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Loggato
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"l'uomo è nato libero, ma ovunque è in catene"
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Marco
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« Risposta #13 il: Marzo 19, 2010, 21:51:12 » |
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Eh... lo dovrei assolutamente comprare  A legger ste cose me ne sta venendo una gran voglia.
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Loggato
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Don't ever trust the needle. Why? It lies.
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RockRoll_Doctor
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« Risposta #14 il: Marzo 19, 2010, 22:54:48 » |
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Devo dire che ho sempre sparato a zero su questo album, dalla prima volta che lo ascoltai - distrattamente, sparato nelle orecchie dopo ore di "Hand of Doom", "Wicked World live", "Warning" e compagnia bella. Mai piaciuto. Da quel momento - minimo un anno fa - The Eternal Idol è stato comodamente al caldo nel mio scaffale, senza mai essere più toccato, con la consueta presenza della produzione Martiniana (tranne Headless Cross per "when death calls"). Casualmente l'altro ieri ero totalmente esente da impegni sportivi e scolastici e mi sono imposto di ascoltarmelo. Inserisco il disco nello stereo, parte la prima traccia. Un flop! Riporto la prima esclamazione, anche se volgare: "Che merd.a di inizio è?". Poi il basso inizia a suonare; il riff esplode! Una rivelazione! Salto dalla sedia, Martin inizia a cantare, poi come un fuoco d'artificio ci manda in tachicardia con "RISE UP to the shining". Segue la epica "Ancient Warrior", un riff sabbathiano puro sostiene "Hard Life to Love", la "Heavenandhelliana" "Glory Ride", molto influenzata dal cantato di Dio in alcuni punti, poi la decisa "Born to Lose" - un po' insopportabile nel " [..] it won't be too long", poi lo scenico inizio di "Nightmare" porta veramente in un altro pianeta e prosegue con un sincopato riff, procede con una chicca del disco, la strumentale "Scarlet Pimpernel", continua con la discreta "Lost Forever" per sfociare nella stupenda title-track "The Eternal Idol", un cupo crescendo, che - anche a me come al nostro Sigfrido - evoca i primi lavori. Un capolavoro di album. Un'unica pecca: svanita l'atmosfera dei quattro ragazzi dei sobborghi di Birmingham, la calda voce di Ozzy, le non-rimbalzate "pestate" di Bill, le cupe note di Geezer; ma così è andata la storia, e sono contento, perchè altrimenti non avrei mai avuto la possibilità di ascoltare un eccellente album come questo. Quindi faccio il Mea Culpa per i miei "insulti" a questo pregevole lavoro, dettati principalmente dall'arroganza di averlo ascoltato superficialmente. Si sperano rivelazioni future anche per Headless Cross, TYR e Cross Purposes (non per Forbidden  ), i quali mi sono imposto di RI-ascoltare e RI-valutare. Pace! Sono contento che ti stia ricredendo!  Comunque, l'inzio di "The Shining" è meraviglioso!  Eheh grazie  Domani toccherà a Headless Cross, ma credo che lo sentirò quattro-cinque volte prima di poterlo giudicare ed esprimere il mio parere, questa volta! Riguardo l'inizio di "The Shining" trovo meraviglioso il passaggio dall'arpeggio al riff, immenso davvero. La prima impressione era dovuta alla "puzza sotto il naso" e iniziale perplessità. Il riff mi ha convertito, però
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Loggato
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