
La carriera solista di Ozzy è costellata da numerosi successi, e tra questi rientrano sicuramente, anzi, in primis, gli album con Randy Rhoads, ovvero i primi due "Blizzard Of Ozz" e "Diary Of A Madman". Ora, sappiamo tutti cosa successe al povero Randy, morto per un dannatissimo incidente di elicottero, e Ozzy cadde in uno sconforto totale, in una depressione grandissima per aver perso uno dei suoi più cari amici. Ma non si diede per vinto, riuscì a rialzare la testa, e a comporre un nuovo, grande disco per la sua carriera solista. Chiamò a sè il chitarrista (a mio avviso molto bravo) Jake E. Lee, molto sottovalutato dalla critica, e continuò con i suoi uomini di fiducia che già lo avevano accompagnato, ovvero Bob Daisley al basso, Tommy Aldridge alla batteria e Don Airey alla tastiera. Il terzo disco di Ozzy si chiamò "Bark At The Moon", e vide la luce nel 1983, che ripetiamolo fu un'annata molto prolifica in campo rock e metal, e Ozzy diede anch'esso il suo contributo. L'album in questione vira maggiormente il suo sound sulle tastiere, ed infatti il buon Airey è uno dei tanti protagonisti, che dona quel tocco magico ai brani e che li fà rendere molto atmosferici. Il disco si apre con "Bark At The Moon", la title track, grande il riff iniziale di chitarra dove Lee mostra subito le sue doti di ottimo compositore, e bellissima anche la ritmica, con, soprattutto, un Aldridge sugli scudi. Ozzy è in gran forma, e si sente, la sua prestazione è eccellente, senza sbavature. La melodia di chitarra dopo il secondo e terzo ritornello è assolutamente fantastica. Chiusa la prima canzone, già siamo catapultati in una ballad: "You're No Different". Questa canzone si caratterizza soprattutto per il lavoro di tastiera di Airey, che fa da melodia portante per tutto il brano, dove la chitarra si sente quasi solo a tratti. Le strofe sono immense ma il ritornello è veramente un qualcosa di magnifico, così emozionale, atmosferico, sognante, dove un grande Ozzy si dimostra subito, ancora una volta, in formissima. Terza traccia è "Now You See It (Now You Don't)", grande traccia, con un bel riff iniziale e un gran ritornello, molto orecchiabile e che entra subito in testa. Portentoso ancora una volta Don Airey, che con le sue keyboards dona un'atmosfera tutta sua, assolutamente estasiante. Si passa alla scanzonata "Rock'n'Roll Rebel", aperta da un gran bel riff del solito Lee, e dove un grande Ozzy intona perfettamente una canzone molto "rock'n'roll" appunto, sia nelle liriche (ovviamente) che nella composizione. Arriviamo alla grandiosa "Centre Of Eternity". Canzone questa aperta da un intro molto atmosferico, quasi "spaziale", per poi proseguire con un riff di chitarra che farà da colonna portante alla canzone. Grande Ozzy nelle strofe, molto allegre a livello di musicalità, e un gran ritornello subito si stampa nel nostro cervello, efficace, melodico, insomma in pieno stile Ozzy. Bellissima la parte strumenatale nel centro, dove un grande assolo di Lee ed un grande lavoro di tastiera di Airey donano quell'atmosfera davvero "spaziale" (come detto prima, appunto) alla canzone. Un vero gioiello. Arriviamo così alla seconda ballad, un altro capolavoro di Ozzy, ovvero "So Tired". Qui le chitarre non si sentono praticamente quasi per niente, ci sono solo bellissimi suoni di pianoforte per le strofe, che sono davvero emozionanti, ed ottime orchestrazioni nel ritornello, senza contare poi nei minuti finali, dove si raggiunge un livello emozionale incredibile. Canzone bellissima, tra le mie ballad preferite di Ozzy, senza alcun dubbio. Segue la bellissima "Slow Down", canzone affascinante nel riffing iniziale di Lee, e dove le bellissime strofe fanno da preludio al ritornello (ancora un altro esempio dove le strofe superano il ritornello per bellezza, a mio parere), ritornello che si caratterizza per un grande Ozzy e soprattutto per il contorno di tastiere davvero avvolgenti di Airey, che emozionano sempre di più. Si arriva all'ultima song, l'ultimo capolavoro del disco, la splendida "Waiting For Darkness". Qui a giocare il ruolo di leader indiscusso è, ancora una volta, il bravissimo Don Airey, che fa aprire la song con melodie di tastiera davvero coinvolgenti, atmosferiche come non mai, e che donano quel senso di oscurità, un feeling "dark" per sottolineare appunto il testo della song. Incredibile anche qui Ozzy, che dona una prestazione sopra le righe e grande ancora una volta il geniale Jake E. Lee. Degna chiusura per un album davvero magnifico, tra i capisaldi della carriera di Ozzy. Un album grazie al quale il Madman dimostrò a tutti che anche senza Randy (pace all'anima sua) avrebbe continuato comunque a sfornare grande musica, e ci riuscì perfettamente. Ozzy, una grande anima dell'hard'n'heavy!!!
1 - Bark At The Moon
2 - You're No Different
3 - Now You See It (Now You Don't)
4 - Rock'n'Roll Rebel
5 - Centre Of Eternity
6 - So Tired
7 - Slow Down
8 - Waiting For Darkness