
Ozzmosis, pubblicato il 23 ottobre del 1995, è il settimo studio album di Ozzy Osbourne.
Dopo un perdurante appannamento artistico che aveva caratterizzato la seconda metà degli anni 80’, Ozzy riprende a macinare grande musica con il sorprendente e ispirato “No More Tears”, un album che riporta il Madman ai fasti di inizio anni 80'.
Ozzmosis segue la linea melodica già tracciata con “No More Tears” con un suono decisamente più duro.
Ozzy sembra aver definitivamente abbandonato le speed song (alla “Bark At The Moon” per intenderci) a favore di un consolidato mid-tempo.
La line up vede, accanto allo stesso Ozzy, Zakk Wylde alle chitarra (autore come sempre di un prova eccellente), Geezer Butler al basso e Dave Castronovo alla batteria.
Collabora alle tastiere il produttore del disco, Michael Beinhorn.
Come per molti dischi precedenti anche qui Ozzy si avvale di grandi collaborazioni: su tutti spicca Rick Wakeman, tastierista degli Yes e sessionman di lusso in “Sabbath Bloody Sabbath” del 1973.
Aperto dall’intro di Wakeman, che evoca la famosa serie televisiva,
Perry Mason irrompe con il fragoroso riff di Wylde sulla solidissima base costruita dal basso di Geezer.
Bello il video di questa canzone, nel quale tuttavia compare Joe Holmes alla chitarra (Fender tra l’altro!)al posto di Wylde (che invece suona una Gibson Les Paul).
A seguire uno dei momenti migliori del disco, l'oscura
I Just Want You.
Nel brano si distingue l’incantevole sfondo tastieristico di Wakeman sul quale Wylde ricama un bel assolo, e il cantato leggermente filtrato di Ozzy.
Ghost Behind My Eyes è una ballad sullo stile di altre presenti su “No More Tears” .
Bello il ritornello.
Un interessante riff di Wylde ci introduce a
Thunder Underground, brano che non decolla mai e il cui cantato di Ozzy non è per nulla convincente.
See You On The Other Side è un’altra pregevole ballad, mentre reminescenze sabbathiane fanno capolino in
Tomorrow,uno dei brani migliori del disco.
In
Denial si possono cogliere echi di Alice In Chains.
Il “guitar hero”Steve Vai con i suoi arpeggi arricchisce
My Little Man, brano dedicato da Ozzy al figlio Jack.
I Black Sabbath tornano ad aleggiare su
My Jekyll Doesn’t Hide, brano tra i più potenti del disco.
Le note del pianoforte introducono
Old L.A Tonight,dove Ozzy rende omaggio alla “città degli angeli”.
In conclusione, questo Ozzmosis è un ottimo album dove Ozzy dimostra, ancora una volta, di avere qualcosa da dire, paradossalmente proprio quando i Sabbath toccano il fondo con il mediocre “Forbidden".