
Reduce dalle esperienze con i Rainbow e i Sabbath e forte di un ottimo album d’esordio, Ronnie James Dio pubblica il 13 luglio del 1984 “The Last In Line”, secondo album della Dio band.
Rispetto al disco d’esordio “The Last In Line” presenta alcune importanti novità dal punto di vista sonoro che lo rendono il disco il migliore della discografia del folletto italo americano.
All’originale line up costituita da Dio alla voce, Vivian Campbell alla chitarra, Jimmy bain al basso e Vinnie Appice alla batteria si aggiunge il tastierista Claude Schnell.
Sono proprio le tastiere di Schnell la grossa novità del disco: esse danno maggiore profondità ai vari brani senza che questi perdano in impatto sonoro.
L’album, registrato al Caribou Ranch del Colorado (USA), raggiunge la 4 posizione nelle classifiche inglesi e la 24 in quelle americane.
Il disco comprende in tutto nove brani:
“We Rock” è una veloce speed song che si rifà idealmente a “Stand Up And Shout” del disco precedente.
In “The last In Line” fanno capolino le tastiere dopo l’arpeggio introduttivo: il brano,uno dei classici di Dio si segnala per l’andamento cadenzato (sul modello di Holy Diver) e la superba prestazione di Ronnie.
Molto melodica la successiva “Breathless” mentre è di nuovo il potente drumming di Appice a sostenere la successiva “I Speed At Night”.
Si rallenta il ritmo con la successiva “One Night In The City” dove affiorano reminescenze sabbathiane: molto belli gli inserimenti tastieristici di Schnell.
Si torna su binari veloci con la successiva “Evil Eyes” mentre più vicina alle sonorità americane è la successiva “Mystery”.
Un massiccio riff di Campbel introduce “Eat Your Heart Out” , uno dei momenti migliori dell’album con un bell’assolo di Campbell.
“Egypt” è il capolavoro del disco, uno dei migliori brani della carriera di Ronnie.
Dopo un iniziale rumore che evoca il soffiare del vento il brano prende piede con il suo caratteristico andamento cadenzato guidato da un riff orientale e sabbathiano.
Molto bello l’intermezzo seguito da uno dei migliori assoli di Campbell.
Da sottolineare che il tema dell’Antico Egitto nello stesso periodo veniva affrontato anche dagli Iron Maiden con il loro “Powerslave”.
The “Last In Line” mostra una band in gran forma che regala ai propri fans uno dei migliori album heavy metal degli anni 80’.
Peccato solo che dopo questo disco i Dio non raggiungeranno più questi livelli pur rilasciando album tutto sommato validi (tranne il mediocre “Angry Machine”)ma un pochino ripetitivi nella formula.
