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Bill Ward

Bill Ward è uno dei quattro membri storici, nonché uno dei fondatori, dei Black Sabbath, band tra le più rivoluzionarie del panorama rock degli ultimi quarant’anni.  
Il suo stile, particolarmente pesante e ruvido, è permeato di influenze che vanno dal blues al jazz e si possono cogliere soprattutto nei primi lavori con i Sabbath.
Bill nasce a Birminghan, il 5 maggio del 1948, e inizia da giovanissimo a interessarsi alla musica e alla batteria.
Come molti musicisti di quel periodo, Bill inizia a suonare da autodidatta ascoltando quelli che in quel momento erano i suoi modelli, Keith Moon e Charlie Watts nonché i musicisti jazz Buddy Rich e Gene Krupa.
Per potersi permettere un’adeguata strumentazione, Bill lavora per un breve periodo come camionista.
Verso la metà degli anni Sessanta costituisce insieme a Tony Iommi, futuro leader dei Black Sabbath, i Mythology, band il cui repertorio è principalmente basato sul rock blues.
In seguito la band si scioglierà e Iommi e Ward si uniscono ai membri di un’altra band di Birminghan, i Rare Breed, Ozzy Osbourne e Geezer Butler per quello che sarà il nucleo definitivo dei futuri Black Sabbath.
La band sceglie come nome Polka Tulk Band (dal nome di un negozio etnico) poi ridotto in Polka Tulk e infine in Earth.
Sotto questo monicker si esibiscono in varie date durante il 1969: degne di essere ricordate sono soprattutto le serate allo Star Club di Amburgo, dove i futuri Sabbath mettono a punto il proprio sound.
Il 13 febbraio del 1970 viene pubblicato il primo album, autentica pietra miliare del rock duro; In brano quali “Sleeping Village” e “Behind The Wall Of Sleep” viene fuori il particolare stile “jazzato” di Ward.
Da sottolineare che Ward, molto spesso, non si limita a scandire il tempo ma (e questa sarà una sua caratteristica) inserisce dei brevi e incisivi intermezzi tra un riff e l’altro (in “The Wizard”)
A distanza di pochi mesi i Sabbath pubblicano Paranoid e Master Of Reality e la band ottiene la definitiva consacrazione.
I Sabbath nel giro di 8 anni rilasciano altrettanti lavori, tutti di ottima fattura, ma come altre band cadono nel baratro della droga e sono coinvolti in beghe manageriali.
Di particolare importanza per quanto riguarda Ward sono gli ultimi due lavori: “Technical Ecstasy” e Never Say Die”, nei quali il batterista, a causa delle pessime condizioni di Osbourne, è voce solista in un paio di brani: la delicata “It’s Alright” e la bluesy “Swinging The Chain”.
Il 1978 è l’anno dell’addio di Ozzy e la band inizia la ricerca di un nuovo cantante.
La scelta cade su Ronnie James Dio, ex cantante dei Rainbow e voce tra le più significative del panorama hard.
Con Dio in sella i Sabbath rilasciano “Heaven And Hell” (1980) e successivamente “Mob Rules” (1981)
Tra i due lavori Ward, a causa della morte dei genitori (che morirono uno dopo l'altro) e con grossi problemi di alcolismo, decide di lasciare la band (verrà rimpiazzato da Vinnie Appice).
Nel 1982,dopo che Dio e Appice abbandonano il gruppo, Bill rientra in formazione a fianco di Iommi e Butler e incidono il particolarissimo “Born Again” con Ian Gillan alla voce.
Dopo quest’album la band, che parteciperà al Live Aid del 1985 nella formazione originale, si smembra e il solo Iommi rimane titolare del monicker.
Bill Ward dal canto suo inizia a lavorare al suo primo album solista, che verrà pubblicato nel 1990 con il titolo “Ward One: Along The Way”
Il disco, stilisticamente distante dal cupo sound dei Black Sabbath, è infarcito di sonorità in bilico tra le atmosfere pinkfloydiane e l’hard onirico dei Blue Oyster Cult, pur non mancando momenti rilassati come la bellissima ballad “Light Up The Candles”; al disco collaborano numerosi artisti, fra i quali Ozzy Osbourne (che canta in due brani), Jack Bruce, Bob Daisley E Zakk Wylde.
Nel 1992 Ward si esibisce con gli altri Sabbath a Costa Mesa in California, dove viene eseguita la storica “Black Sabbath”, poi immortalata nel doppio album “Live & Loud” del Madman.
Nel 1994 viene rilasciato “Nativity In Black I”, compilation di brani dei Black Sabbath eseguiti da altri artisti, nella quale Ward esegue “The Wizard” insieme al supergruppo Bullring Brummies.
E arriviamo al 1997, quando Ward pubblica il suo secondo lavoro: “When The Bough Breaks”.
Il disco rispetto al precedente, ha un suono decisamente più heavy.
Il 1997 è l’anno della reunion dei Black Sabbath, la quale viene sancita da una serie di date al Nec di Birminghan, da cui verrà ricavato l’album “Reunion” pubblicato, con due inediti, l’anno seguente.
Nel 2000 viene pubblicato il primo album solista di Iommi e Ward suona in un brano (“Who’s Fooling Who”), ma a tenere banco è soprattutto l’attività con i  Black Sabbath, con i quali Bill continua ad andare in tour  per il mondo, ma durante alcune date è costretto ad abbandonare il gruppo a seguito di problemi cardiaci, venendo così sostituito da Vinnie Appice.
Nel 2007, Iommi costituisce il progetto Heaven And Hell, che altro non è che la seconda incarnazione dei Black Sabbath, quella con Ronnie James Dio.
Ward decide però di non partecipare al progetto.
Nonostante il progetto Heaven & Hell, non sono mai venute meno  le speranze dei Bill di poter suonare, nuovamente, con la band con il quale è entrato nella storia: i Black Sabbath.
Commenti (2)

Sigfrido ha scritto:

Grazie a te Bob!
07 dicembre 2009

bob ha scritto:

Grazie Luca di questa interessante monografia!
07 dicembre 2009

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