Addio Ronnie
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Intervista a Geezer Butler per "Psycho" - 1997

INTERVISTA A GEEZER BUTLER (PSYCHO 1997)

P) Ritorni nei Black Sabbath proprio mentre nel tuo progetto solista dichiari il tuo amore per il new metal di band come Machine Head o Fear Factory. Bizzarro, no?

Neanche troppo. Ho sempre amato la musica più dura che si potesse trovare in giro. Sono sempre stato io l’anima estrema dei Black Sabbath! Mi piace e mi è sempre piaciuto comporre brani ultra-heavy. Anni fa questa musica non esisteva e i Black Sabbath erano considerati estremi come lo sono oggi i Pantera. Ci tengo a ricordare che la musica dei Geezer non è solo ed esclusivamente opera mia. E’ la fusione del mio lavoro e del mio stile con quello di Pedro Howse e del nostro cantante, Clark Brown

P) Come mai in questi ultimi anni sei continuamente entrato e uscito dalla band di Ozzy?

Perché suonare dal vivo e registrare con Ozzy è un piacere a cui non voglio rinunciare. Mi piace farlo finché riesco a conciliarlo con i miei impegni personali e con l’attività del mio gruppo. Ozzy lo sa e non ha nulla in contrario. Comporre e suonare la mia musica è una cosa molto importante per me. Un esigenza fisica. Con Ozzy non ci sono mai stati liti o incomprensioni. Due anni fa, dopo aver concluso la prima parte del tour di Ozzmosis, gli ho chiesto di trovarsi un altro bassista perché avevo già chiaro in mente tutti i brani e il lavoro da fare per “Black Science”. Non mi aspetto certo che i miei album vendano come quelli di Ozzy. A volte è frustrante, dopo trent’anni di carriera, suonare per meno di cento persone, ma lo faccio volentieri perché suono ciò che mi piace.

P) Non pensi che il modo in cui Tony Iommi ha gestito la bandm con tutti quei cambi di line-up, abbia fatto perdere parte della magia del nome Black Sabbath?

Senza dubbio. Quando Ozzy lasciò la band, pensai subito che l’esperienza Black Sabbath fosse inesorabilmente giunta al termine. Per qualche mese smettemmo di vederci. Tony iniziò a frequentare Ronnie James Dio e un giorno mi chiamò dicendo che aveva dei brani eccellenti, quelli che poi formarono “Heaven And Hell” . Mi piacquero immediatamente ma proposi di trovare un nuovo nome. Volevo sottolineare il fatto che per noi si trattasse di una nuova esperienza, ma le case discografiche convinsero Tony a tenere in vita il nome Black Sabbath. Dio però aveva un pessimo carattere. Era un totale egocentrico e, come tutti sanno, quella line up non andò molto lontano. Dopo Ronnie il nostro manager mise in contatto Ian Gillan e Tony, che aveva intenzione di incidere un album come solista. Tony mi chiamò proponendomi di partecipare al progetto. L’idea di suonare con Gillan mi stuzzicava non poco e accettai volentieri. Scoprii poi che i soliti discografici stavano già lavorando alla promozione del nuovo album dei Sabbath. Born Again aveva ottime canzoni ma non avrebbe dovuto essere un disco dei Black Sabbath! Lasciai il gruppo in totale disaccordo con le idee e i progetti di Tony. Ho suonato anche con Tony Martin che, certo, è un buon cantante ma…non è Ozzy!

P) Ozzy dice di avere ricordi confusi di quegli anni…

Girava davvero tanta droga in quel periodo. Chi più chi meno, tutti ne abbiamo pagato le conseguenze. Gli avvenimenti ci hanno travolto a un ritmo incredibile. Siamo diventati da poveracci a rockstar nel giro di un paio di anni. Abbiamo registrato i primi album con quattro microfoni, uno per strumento su quattro piste, come se fossero delle normali prove. La nostra musica era grande perché era spontanea e di colpo tutto è diventato troppo grande. Donne, droga e soldi a palate…

P) Negli anni ’80 hai cercato di costituire un vero e proprio gruppo, ma la tua Geezer Butler Band non ebbe molta fortuna.

In quegli anni tutto doveva essere commerciale ed io già da tempo desideravo suonare qualcosa di decisamente duro. Ci fu imposto un produttore che era convinto di poterci rendere simili ai Bon Jovi, tutto doveva essere simile ai Bon Jovi e il progetto che ra partito con mille idee e molto entusiasmo finì nella più totale disillusione. Per me la soluzione più facile fu riunirmi ora a Tony ora a Ozzy.

P) Ed oggi eccoti ancora la punto di partenza, con l’ennesima reunion dei Black Sabbath…

Sono sette anni ormai che riceviamo continue pressioni per tornare insieme. Ci avevamo provato qualche anno fa ma troppa gente ha cercato di spartirsi la torta. Questa volta, io, Tony e Ozzy ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti “ora o mai più”…Al diavolo gli avvocati! Ti dirò di più, siamo maledettamente felici.
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