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Intervista ad Ozzy Osbourne per "Metal Hammer" - 1989

Intervista del 1989 ad Ozzy Osbourne per il magazine "Metal Hammer", a cura di Valerie Potter.

 

"NON C'È' RIPOSO PER OZZY"

Dall'aspetto Ozzy Osbourne appariva molto provato. Pas­sare da un'intervista all'altra nel periodo tra la fine del tour in Giappone e l'inizio di quello in Europa è senz'altro una co­sa abbastanza stancante ma l'impressione è quella di tro­varsi davanti ad un uomo stanco per qualcosa di più serio, per qualcosa che va al di là degli impegni contingenti. A dispetto del suo pubbliciz­zato stato di ottima forma e del suo, apparentemente, riu­scito tentativo di distaccarsi dall'alcool, Ozzy non è stato uno degli esempi più edifican­ti di vita all'insegna del rispet­to della (propria) salute. 

 - Come vanno le cose, Ozzy?

 - Sono stato in Giappone e la mia guardarobiera si è sposata, naturalmente ha voluto celebra­re il matrimonio alle Hawaii! Co­sì ci siamo fermati alle Hawaii per quattro giorni ma adesso mi sento addosso questo terribile jet-lag. Si dice che si riesca a superare questo effetto più fa­cilmente con il passare degli anni; a me non riesce, ci deve essere qualcosa che non va con la mia dannata testa, mi ci vogliono mesi per rimettermi in sesto. E quando sono riuscito a superare il problema succede che debba ripartire un'altra vol­ta. Un sacco di volte ho smesso di bere. Per quasi cinque mesi non ho più toccato alcool e tutto il mio rapporto con I sonno ne è risultato fottuto! lo soffro di in­sonnia, dormo un'ora a notte, sto sveglio tutto il giorno e un giorno che dura 23 ore è deci­samente lungo. 

- E come trascorri il tempo quando non riesci a prendere sonno?

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- In Giappone tutto quello che riuscivo a fare era guardare i canali via cavo che trasmette­vano notizie, le stesse notizie sempre ripetute una marea di volte. In Giappone non si può andare in giro, i fans in Giappo­ne sono fuori di testa. Non puoi andare da nessuna parte senza essere assalito da cinquecento ragazzini impazziti. Ti riempio­no di regali e finisce che sem­bra che sei stato ad una giostra. 

- Come è andato il tour in Giap­pone?

- E' stato fantastico! Non mi spiego il perché, è il mio mo­mento in Giappone, i biglietti per i concerto al Budokan sono andati esauriti in un'ora, nove-mila biglietti. E' molto strano lì, perché esiste una specie di co­prifuoco per cui lo show inizia alle sei del pomeriggio perché i kids non devono stare in giro dopo le nove o le dieci. Non avevamo una support band e abbiamo suonato per un'ora e 45 minuti. La cosa comunque aveva i suoi lati positivi perché si ha la possibilità di tornare in hotel non troppo tardi, andare al ristorante, cenare con tranquilli­tà. 

- Qualcuno ha detto che il con­certo prevedeva degli assolo più lunghi del solito...

- Se l'assolo ha una ragione di esistere diventa più lungo; per esempio quando stavo con i Black Sabbath erano così lun­ghi che all’Hammersmith Odeon scendevo dal palco, an­dare al pub vicino, bermi tre bic­chieri di birra e tornare in tempo per la fine dell'assolo! Se è ne­cessario è giusto farlo, ma se diventa noioso gli dò un taglio. I chitarristi, se ne avessero la possibilità suonerebbero per tre anni...Zakk è un chitarrista veramente incredibile, sono il primo a dirlo, ma se l'assolo comincia ad es­sere noioso e si mette a suona­re musica folk io gli dico di pian­tarla. Fin quando si fa del rock, non ho niente da dire. Lui è un grande entertainer, sa mante­nere alto l'interesse del pubbli­co, ed è questa la cosa che più mi interessa. Non mi frega un cazzo di quello che succede, basta che la gente sia attenta! - Con ventidue anni di età il chi­tarrista Zakk Wylde è di gran lunga i più giovane della band. Tu gli dai molti consigli o lasci che vada per la propria strada e che sia l'esperienza ad inse­gnargli qualcosa? - La cosa divertente è che se qualcuno mi avesse detto 21 anni fa "questo bambino suo­nerà la chitarra con te lo avrei mandato a cagare. E' una cosa incredibile. Mi da molta ener­gia, quando ti senti giù luì ti da molta carica. Non si droga, non si ubriaca, è sempre in forma ed è un fanatico dell'allenamen­to. E' più lui a darmi consigli che io a lui, perché il fatto che io abbia 40 anni e lui 22 non signi­fica che ci sia un grande divario generazionale. La cosa più fre­quente che bisogna sorbirsi è "Ozzy, che significa avere 40 anni e continuare a fare quello che fai?", lo adesso a 40 anni mi sento bene, sono dimagrito 15 chili da quando ho smesso di bere, mi tengo in forma perché è lui che mi incita a farlo, non mangio più carne rossa, e mi sento molto bene. Ho molta più forza che in passato, canto mol­to meglio di prima e la cosa è straordinaria! La differenza fra lui è Jake E. Lee è come fra la notte e il giorno. Era impossibile tirar fuori due parole da Jake, non parlava mai. Rispondeva sempre a monosillabi come un uomo delle caverne. Zakk, inve­ce, è sempre pieno di energia.

- Che impressione ti fa suonare con Geezer e Zakk, nella stessa band?

- E' come il passato e il presen­te. E' come avere la mia vita sullo stage. Sono amico di Gee­zer da 25 anni e lui rimane un ottimo bassista. - Questa si può considerare la formazione definitiva di Ozzy Osbourne? - Una cosa del genere non si può mai dire. Quando fui butta­to fuori dai Sabbath promisi che non mi sarei più trovato in una situazione scomoda. O sono gli altri a cambiare o sono io. Ci sono tante bands che sembra­no essere unite quando salgo­no sul palco e poi finito il con­certo se ne vanno in macchine differenti, in alberghi diversi, senza scambiarsi una parola, lo non potrei sopportare una situa­zione del genere. Questo era il modo in cui andavano le cose con Sabbath. Non avevo mai contatti, ad esempio, con Tony, era una cosa molto triste. Non voglio che una situazione del genere si crei un'altra volta. E' un po' quello che successe tra Jake E. Lee e me, perché arrivammo ad un punto di totale interruzione nella comunicazio­ne. Abbiamo vissuto insieme per quasi due mesi senza rivol­gerci la parola. Com'è possibile scrivere una canzone con qual­cuno senza sapere cosa gli pas­sa per la testa? 

- A proposito dei Black Sabba­th, hai sentito il loro ultimo al­bum?

- Sembra di sentire Ronnie Ja­mes Dio. La mia opinione, ed è solo la mia, è che se io fossi Tony cercherei di trovare qual­cuno che fosse completamente originale. Ci sono così tante imi­tazioni di Ronnie James Dio in giro che non si capisce mai quello che si sta ascoltando. Bi­sogna poi anche dire che la car­riera di Ronnie James Dio non sta nemmeno andando troppo bene. Quindi perché prendere qualcuno che copia un'altra persona che non sta nemmeno passandosela troppo bene? Se fossi in lui prenderei qualcu­no che canta in maniera diversa. Non riesco a capire perché con­tinua a chiamare la banda "Black Sabbath". Non sono i Black Sabbath, è solo Tony lommi insieme a un gruppo di, non so nemmeno io come defi­nirli. Cambia la sua band più spesso di me! La mia band si chiama Ozzy Osbourne Band; non importa chi ci suoni. Per­ché non la chiama Tony lommi Project, o Tony lommi Band? Credo che avrebbe più succes­so senza fare un soldo di dan­no. Non ce l'ho con lui come artista, perché è un maestro nello scrivere riffs heavy metal, ne ha scritti tantissimi. Molti dei chitarristi di oggi rubacchiano da quello che ha composto lui.

- Prima di andare in Giappone sei stato in tour negli States per cinque mesi, ma il tour è stato improvvisamente interrotto pri­ma del previsto. Come giudichi i tuo tour in America?

  - Grande, ma non ho bevuto, preso pasticche, droghe o cose del genere per cinque mesi ed è differente stare in tour quando non sei sballato. Non ho dormi­to più di un'ora per notte per sei o otto settimane e dopo un po' di tempo cominciavo ad essere decisamente strano per questa mancanza di sonno. Adesso mi rendo conto che la peggior tor­tura per un uomo è la privazio­ne del sonno. Diventi matto, avevo delle allucinazioni. Alla fine dissi a Sharon (sua mo­glie e manager) che dovevo in­terrompere il tour, perché se avessi continuato sarei andato a finire in manicomio. Quando sei sobrio il mondo là fuori ti ap­pare in maniera totalmente dif­ferente. Quando viaggiavo sul bus, non sono mai riuscito a chiudere occhio! Se l'autobus passava sopra ad un fiammife­ro, io saltavo in aria! Ero com­pletamente fuso! Dio solo sa quanto tour ho fatto in bus in vita mia. In passato alito sul bus, mi bevevo una mezza bottiglia di cognac, un po' di sonnifero e poi anche se fossimo stati sul­l'orlo di un dirupo non me ne sarei accorto! 

- I sacrifici che si fanno in tour rendono più difficile lo stare lon­tano dall'alcool?

- Devo veramente stare attento a quello che faccio. Devo con­fessare che ogni tanto mi faccio un bicchiere di vino ma so con­trollarmi, perché capisco quan­do è che sto per superare il limi­te. Per esempio, sull' aereoplano, tornando dalle Hawaii, mi stavo annoiando a morte e non riuscivo a dormire. Mio figlio era seduto davanti a me e io ho pensato "bevo o non bevo?". Quando è arrivato un vassoio con del vino stavo per farmi un bicchiere, ma mio figlio si è vol­tato e ha detto "non bere quella roba!" Ed ha tre anni di età! Ma mi sento molto meglio, mi sve­glio normalmente la mattina ed è una gran cosa potersi sveglia­re e non sentire come se il tuo cervello fosse rimasto sul cusci­no! Non sento più il mal di testa dopo la sbornia, sebbene si tratti di un grosso cambiamento che fai quando smetti. Non è così facile come pensa la gente, perché il tuo organismo viene sottoposto a dei grandi cambia­menti, perché è abituato ad avere a che fare con tanto alco­ol e produce ancora quelle so­stanze chimiche che però non si trovano più a contatto con l'alcool, lo ho solo saltato due settimane alla fine del tour. Non ce la facevo proprio più.

- E' più difficile per te stare così a lungo i tour adesso che i tuoi figli stanno crescendo?

- No, affatto. Prima di Sharon ero sposato con un'altra donna e ho una figlia di 17 anni. Ho sempre vissuto con bambini ne­gli ultimi 17 anni. I miei figli san­no quello che io faccio, mi ama­no e io li amo, ma devo dire la verità, sento molto la loro man­canza quando sono via da ca­sa, lo soffro moltissimo di no­stalgia. Quando bevevo molto non ci soffrivo molto, potevo tro­varmi in qualsiasi posto. Ma quando sei sobrio, il tour è più lungo, specialmente quando non riesci a dormire, e, come ho detto prima, una giornata di 23 ore è molto lunga, così ogni giorno sembra durare come Una settimana. Quando abbia­mo avuto dei giorni di pausa tut­to sembrava più lento. Non sa­pevo che fare tutto il giorno. Ma alla fine è andato tutto bene. E' stato un buon tour, un buon successo. 

- A giudicare dagli articoli di giornale, il tour non è stato privo di qualche momento difficile...

- Ogni volta che sono in tournée c'è sempre qualcuno che si la­menta o che decide di impedire la mia esibizione. I miei video sono stati visti in questo paese per motivi che non ho mai capi­to. E' un video non tanto lungo, che non vedo perché non sia possibile comprare. Si chiama "Ozzy Osbourne Wicked Videos" e contiene tre songs, "Miracle Man", "Crazy Babies" e "Crazy Train",  le versioni live con Randy Rhoads che suona su "Crazy Train" ed è stato vietato. Non mi chiedere il motivo, non lo so. E' stato detto che sfiorava la pornografia in­fantile. Non so come gli sia po­tuta venire in mente un'idea del genere. Sono veramente senza parole. Hai visto il video di Ma­donna? Giuro su Dio che se avessi fatto qualcosa del gene­re avrei dovuto nascondermi come quel Rushdie. Ci sono croci che bruciano, crocifissi che sanguinano e ogni tipo di schifezza in quel video e se l'a vessi fatto io mi avrebbero im­piccato per le palle. Dove sta la differenza. Forse mi dovrei far trapiantare un paio di tette! 

- Non ti sei stufato ad essere sempre il bersaglio dei morali­sti?

- No, ci sono abituato. Non mi preoccupo molto della cosa, se lo facessi non sarei qui adesso. C'era una t-shirt con la scritta "Ozzy Osbourne - The Rock And Roller Your Parents Love To Hate". Se non fossi stato io, sarebbe stato qualcun altro e credo che questo ha contribuito a mantenere il mio nome vivo un po' più a lungo di quanto non lo sarebbe stato normal­mente. 

- Sei contento di venire a suona­re in Europa?

- Sì, la cosa più bella è che non suono in Europa da chissà quanto tempo ed è già tutto sold out. Inoltre andrò in Russia in estate. Bon Jovi stanno orga­nizzando qualcosa contro l'uso di alcool e droga a Mosca e io ho già partecipato all'incisione di un disco dove ognuno di noi doveva incidere una canzone di una rock star morta di droga al­cool o entrambi. Noi abbiamo fatto una versione di "Purple Haze" che è venuta fuori vera­mente bene. 

- Durante questo tour tornerai nel Regno Unito dopo il club tour che hai fatto l'anno scorso per rodare la tua nuova band...

 - Fu veramente divertente. E' come tornare indietro nel tem­po, perché dopo aver suonato nelle grandi arene ti chiedi ve­ramente che cos'è che stai real­mente facendo. E' stato un ri­torno alle radici del rock'n'roll. Non ho guadagnato un soldo, l'ho fatto solo per il divertimento e per la birra. 

- E che succederà dopo il tour?

- Riprenderò a comporre, stia­mo buttando giù un po' di idee. Zakk ha sempre qualche nuova proposta. Sul prossimo album voglio provare a fare un sacco di cose diverse. Invece del soli­to "head-banging" voglio esplorare nuovi spazi qualcosa come la musica orientale, me­tallo orientale! Vorrei finire l'al­bum prima di Natale e essere di nuovo in tour per gennaio. Mi sono sbattuto per troppo tempo con "No Rest For The Wicked"; mi sono annoiato, dopo un po' perdi il contatto con te stesso; non capisci più quello che caz­zo stai facendo. 

- Hai già pensato a chi potrebbe produrre l'album?

- Non ancora. Mi piacerebbe ri­correre un'altra volta a Keith Olsen, se possibile; con lui le cose hanno funzionato bene. Quello che vorrei fare è prendere un buon ingegnere del suon per re­gistrare l'album è Keith per mixarlo. Ma ancora non so niente di preciso, ci vuole ancora un sacco di tempo. 

- Registrerai in Inghilterra o al­l'estero?

- Non farò un altro disco a Los Angeles, è stata una cosa che mi ha provocato un sacco di scompensi quella di stare lonta­no da casa per così tanto tem­po. Voglio poter tornare a casa ogni sera; passo così tanto tem­po lontano da casa... 

- La tua ultima apparizione su vinile risale alla tua partecipa­zione all'ultimo album di Gary Moore, nella canzone "Led Clones"...

- La canzone parla di tutta quel­la gente che continua a sco­piazzare dai Led Zeppelin, è ve­ramente divertente, lo sarei onorato se qualcuno copiasse da Ozzy Osbourne, non me ne importerebbe molto, lo sono contento se qualcuno vuole ri­farsi ai Black Sabbath, cosa che molte speed metal band di oggi fanno con regolarità, per­ché agli inizi degli anni 70 noi facevamo della musica origina­le. A quel tempo riflettevamo molto su quello che facevamo, su come avrebbe reagito la gente. Per molte cose siamo stati in anticipo sui tempi, ma allora non ne eravamo consa­pevoli, lo adesso non vendo mi­lioni e milioni di dischi, solo un paio di milioni per ogni album, ma mi mantengo in forma, e scommetto che tra venti anni molte di queste band saranno morte e sepolte, e questo do­vrebbe far meditare. 

- Cosa diresti se tuo figlio un giorno venisse da te e ti dicesse che si vuole mettere a fare del rock'n'roll?

 - Sarei felicissimo, sarebbe stu­pendo, anche perché servireb­be a farmi essere più rilassato. Ho sentito il disco fatto dalla fi­glia di Joe Brown, è fottutamen­te bello! Ha una voce bellissima e lui deve essere molto orgo­glioso di questo. 

- E poniamo il caso che un delle ragazze voglia seguire le orme materne e diventare una rock manager?

- Beh forse Aimé ha cinque anni e a scuola dicono che ha dei problemi nella lettu­ra, tipo dislessia o cose del ge­nere, così Sharon l'ha portata dea uno psicologo che ha detto: "Sua figlia non ha nessun pro­blema, il suo quoziente d'intelli­genza è quello di una bambina di dieci anni, e la ragione per cui non riesce a leggere è solo che ancora non ne sente il biso­gno". Aimée, poi, è uscita dalla stanza e ha detto a Sharon: "Ma mamma, io ancora non so leggere!". 

Si ha l'impressione che in futu­ro la dinastia degli Osbourne sarà formidabile dal punto di vi­sta musicale...

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Commenti (3)

4ever metal ale ha scritto:

ozzye era un grande. ora si è venduto , !!!!!!!!!!!1
30 maggio 2008

Daniele ha scritto:

Hai detto bene Bob, Ozzy non solo bacchetta R. J. Dio ma soprattutto Iommi...

Poi l'intervista è davvero interessante, vedere per credere!!!

Ozzy era messo male prima...figuriamoci ora! :grin
08 maggio 2008

bob ha scritto:

Come sempre grazie Daniele per questa intervista, che tra l'altro ti è costata una fortuna! :grin
Certo che se Ozzy Osbourne già non ce la faceva più dal 1989 credo adesso le sue condizioni siano preoccupanti, a dir poco!
Non si lascia scappare l'occasione per bacchettare a distanza, in maniera nemmeno tanto velata, Ronnie James Dio! :grin
08 maggio 2008

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