Gli ultimi giorni di Ronnie raccontati da Geezer

Geezer Butler racconta la storia degli ultimi giorni di Ronnie James Dio.

Il bassista dei Black Sabbath, nonché amico di lunga data di Ronnie James Dio, ha aperto il suo cuore per raccontare la storia degli ultimi giorni nella vita del leggendario cantante.

«E’ impossibile esprimere con parole semplici il rapporto che abbiamo avuto io, mia moglie Gloria, Ronnie e sua moglie Wendy. Era molto più di un amico, musicista, compagno di band. Se ho un anima, allora lui è parte di essa. Credo davvero che Dio, il destino o come si chiama, ci abbia portato di nuovo insieme nel 2006, dopo 14 anni, per fare un tour finale, che poi si è protratto in tre grandi tour e un album. Stavamo facendo nuovi piani insieme, godendo della reciproca compagnia più di quanto avessimo mai fatto prima, magari parlando di fare un altro album, quando il destino è intervenuto di nuovo.

Stavamo pensando di fare uno o due tour in tre parti del Nord America, dopo aver girato il Sud America e in Europa nella primavera / estate 2009, ma alla prima data del tour nord americano, Tony (Iommi) ebbe dei problemi ai legamenti della mano, Vinny’s (Appice), si era lussato una spalla, e Ronnie stava avendo dolori di stomaco terribili. Abbiamo deciso di cancellare il tour e proseguire l’anno successivo. Tony e Vinny hanno avuto successo nelle terapie per risolvere i loro “malanni”, ma a Ronnie i dolori allo stomaco stavano peggiorando. Ho visto Ronnie alla festa di Halloween, ma non beveva niente, inusuale per lui che amava farsi il suo drink. Mi diceva che aveva preso un appuntamento con uno specialista, per vedere cosa avesse.

Mercoledì 12 Maggio 2010.

Wendy invitò Gloria e me a pranzo a Santa Barbara. Pchi amici intimi di Ronnie: Omar, Simone, Paolo, Tim, e Diana. Ronnie era peggiorato, non aveva alcun appetito: la malattia e la chemioterapia stavano prendendo il sopravvento. Come al solito, abbiamo parlato di sport e ci siamo fatti una risata insieme – l’ultima volta. Quella notte, ho ricevuto una bella e-mail da lui, che farò tesoro per sempre. Gli ho mandato una mail dicendogli che mi piacerebbe vederlo nel corso della settimana successiva.

Venerdì 14 Maggio 2010.

Wendy mi ha chiamato per dirmi che aveva visto Ronnie in ospedale. Il dolore era diventato insopportabile. Siamo rimastati in ospedale fino alle 02:00 Il dottore alla fine lo ha sedato. Sempre più amici venivano a fargli visita. A turno abbiamo preso la mano di Ronnie, e sussurravamo i nostri pensieri. Wendy non lo avrebbe mai lasciato solo – è rimasta rannicchiata nel suo letto tutta la notte. L’assistente di Gloria, Debi, le faceva compagnia. Ho chiamato Tony per prepararlo sulle cattive notizie.

Sabato, 15 Maggio 2010.

Non si poteva sbagliare stanza: fuori dalla sua stanza c’erano 25-30 amici. Sapevamo che la fine era imminente. Tutti noi volevamo dargli il nostro addio. E’ stata una giornata piena di lacrime e di riflessione. In serata, il cappellano è venuto e ci siamo riuniti intorno al letto di Ronnie per pregare. Ronnie non stava bene. Alle 23:00, la maggior parte di noi si spostò, lasciando a Wendy la sua privacy per dare il suo ultimo addio al marito. Il dolore era palpabile.

Domenica 16 maggio 2010.

7:46 Mentre ci stavamo preparando a partire per l’ospedale, Gloria chiamò Wendy per vedere se voleva un caffè per la colazione e ha saputo la triste notizia. Ronnie era appena scomparso.

Wendy Dio è stata una vera santa in tutto questo. E’ stata con Ronnie ogni passo del suo cammino. Il suo coraggio ha stupito tutti noi. Proprio mentre scrivo, lei è da Ronnie e si sta prendendo cura di lui per l’ultima volta. Dio ti benedica, Wendel.

La maggior parte delle persone che erano lì per quegli ultimi giorni hanno scelto di mantenere i loro pensieri privati. Anche io avrei voluto tenere i miei pensieri privati,  ma sono stata sopraffatto da mail e richieste da parte dei media e dei fan per i commenti.

Posso dire che non ho mai conosciuto nessuno con amici così affettuosi, fedelissimi fans ed una famiglia come quella di Ronnie. Lui era veramente una persona speciale, con una voce e una presenza unica. Amava talmente i suoi fan che sarebbe rimasto con loro a parlare fino alle prime ore del mattino.

Uno dei miei ricordi più cari di lui è dell’anno scorso, al Festival di Sonisphere, Knebworth. Ha notato mia sorella e suo marito al fianco del palco. Durante la nostra canzone d’apertura, ha preso il tempo di andare oltre e di abbracciarli. Solo una piccola cosa, che lo rendeva speciale per me.

Certo che la sua musica vivrà per sempre, così come la sua influenza.

Non ho mai visto così numerosi tributi da parte di musicisti e appassionati, così tanti auguri, nessun cinismo, l’amore puro e il giusto apprezzamento per un grande uomo.

Dio ti benedica, Ronald.

Grazie mille per i meravigliosi ricordi. »

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